Tempi di rivoluzione, la radio come strumento di progresso

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studio radiofonico degli anni ’70

Negli anni ’60 stava crescendo tra i giovani europei la voglia di radio, vista come sorgente di intrattenimento, musica e anche informazione fuori dal controllo del potere istituzionale. In Gran Bretagna, questa voglia era stata soddisfatta dalle cosiddette radio pirata (Radio Caroline, Radio Veronica) e la stessa cosa avveniva in altri paesi del Nord Europa.
La RAI, in Italia rispose a questa esigenza lanciando nel proprio palinsesto programmi decisamente di “rottura” alla tradizionale programmazione ingessata: trasmissioni come Bandiera Gialla, Per voi giovani, Alto gradimento, Hit-Parade, Supersonic, sono ancora vivamente ricordate.
Anni, questi, in cui anche la BBC viene ricordata in tutto il mondo per le storiche trasmissioni musicali come Ready Steady Go!, Saturday Club, Top Of The Pops.

Milan, 1975 - The seat of "Free Radio" in Viale Pasubio Milan, 1975 - Sede della "Free Radio" in Viale Pasubio
Milan, 1975 – The seat of “Free Radio” in Viale Pasubio
Milan, 1975 – Sede della “Free Radio” in Viale Pasubio

In Italia un’alternativa era rappresentata da due radio straniere che trasmettevano in lingua italiana, e che avevano iniziato una programmazione orientata ai giovani e alla musica, con un linguaggio dinamico e del tutto nuovo, una era Radio Montecarlo ricevibile solo sulla costa tirrenica del nostro, e l’altra era Radio Capodistria (captabile dalla costa adriatica), una radio che proponeva un nuovo stile di conduzione, vivace, spezzato nel ritmo, che sarebbe stato poi assorbito dalla RAI con il celebre programma Supersonic. In questo periodo nacquero dj olandesevolante(alcuni tutt’ora operanti) che sarebbero stati imitati per i 30anni successivi, come Herbert Pagani, Robertino, Federico L’Olandese Volante, Awanagana, Luisella Berrino.
Cosa la radio ufficiale non poteva permettersi o permettersi solo in parte? Sicuramente, la comunicazione bidirezionale attraverso la sinergia con il telefono, l’unico caso fu rappresentato da “Chiamate Roma 3131”, dove l’interazione telefonica con il pubblico era un po’ ingessata rispetto a quelle che sarebbero state le dediche e richieste delle radio private degli anni ’70. Il fiorire, delle radio in Italia, durante gli anni ’70, era anch’esso frutto delle dure contestazioni del 68’ e successivamente del 72, anni in cui la voce operaia e giovanile faceva intimorire e traballare parecchi governi. C’era il grande desiderio di crescita della libertà individuale, desiderio di poter scegliere in autonomia le fonti di informazione.
La radio ha accomp68agnato le epoche storiche del secolo appena conclusosi e, chi ha vissuto in quegl’anni ricorderà sicuramente i radiogiornali che aggiornavano sui bollettini di guerriglia urbana durante la rivolta presso le università italiane nel ’68, fino ad arrivare alle telefonate dei proclami delle “Brigate Rosse” mandate in onda in radio, compreso quello che annunciava l’avvenuto assassinio di Aldo Moro.
A volte ci sono vicende che fanno parte della nostra storia che in pochi conoscono, questa è la storia della prima trasmissione radiofonica privata (e pirata) italiana via etere.

(A. Gervasi -“dall’etere al satellite” -2010 -)

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