SOS – SOS – SOS … aiutate questi poveri cristi

radiolibera“Qui parlano i poveri cristi della Sicilia occidentale, attraverso la radio della nuova resistenza. Siciliani, italiani, uomini di tutto il mondo, ascoltate: si sta compiendo un delitto di enorme gravità’, assurdo. Si lascia spegnere una intera popolazione. La popolazione delle valli del Belice, dello Jato e del Carboi, la popolazione della Sicilia occidentale non vuole morire” (tratto da: LA DOMENICA DELLA NON VIOLENZA Supplemento domenicale de “La nonviolenza e’ in cammino” , Numero 25 del 12 giugno 2005.- foto: Danilo Dolci e Peppino Impastato)

Iniziarono così a Partinico (PA), il 25 marzo 1970, le trasmissioni di “Radio Libera”, il grido di denuncia di Danilo Dolci, intervallato da segnali di “Sos” in alfabeto Morse suonati dal flauto di suo figlio.
Antesignana di tutte le radio libere

dolci_impastato
Danilo Dolci e Peppino Impastato

italiane, la “radio della nuova resistenza”, prima emittente clandestina italiana dal secondo dopoguerra, iniziò a trasmettere illegalmente dal Centro studi e iniziative di Partinico (nella valle terremotata del Belice) alle 19,30 del 25 marzo 1970, per iniziativa dello scrittore Danilo Dolci, definito per il suo impegno sociale “il Gandhi siciliano”. Convinto della necessità di dar voce alle popolazioni più povere della Sicilia (“i poveri Cristi”) tramite un mezzo di massa che, più della stampa, fosse avvertito e compreso da tutti, Dolci inaugurò le trasmissioni soprattutto per avviare un’esplicita azione di controinformazione e lotta politica contro l’inerzia e la corruzione dello Stato, in particolare dopo il tragico terremoto che nel 1968 aveva colpito la valle del Belice. Barricatosi a palazzo Scalia con due operatori (Franco Alasia e Pino Lombardo), diede così vita a 26 ore continue di trasmissione (in modulazione di frequenza e su onde corte) che esordiva con un allarmante: “S.O.S dai lager delle zone terremotate”, dove “la gente soffre ancora assiduamente” e proseguiva con un appello alle condizioni delle Valli del Belice, Jato e Carboni, rivolto all’opinione pubblica e agli organi direttamente coinvolti.
Il materiale utilizzato dal Centro Studi e Iniziative per le trasmissioni di “Radio Libera” e’ una serie di documenti audio e testimonianze raccolti su nastri preregistrati, che vanno in onda a ciclo continuo fino alla chiusura dell’emittente da parte delle forze di polizia. In particolare, la programmazione comprendeva diversi blocchi:
– un appello all’opinione pubblica nazionale e internazionale;
– la voce dei bambini, delle donne, degli agricoltori, dei sindaci, dei sindacalisti, dei medici, degli educatori delle valli terremotate;
– il punto sulla situazione della mancata ricostruzione: inadempienze e responsabilità;
– il poema ‘Il limone lunare’, con musiche per flauto dolce di Alessandro Scarlatti;
– alcuni messaggi di solidarietà provenienti da tutto il mondo e una canzone popolare con versi di Ignazio Buttitta.
Alle 22,00 del 26 marzo un centinaio di carabinieri e guardie di pubblica sicurezza irrompeva nella sede della “radio dei poveri cristi” sequestrando gli apparecchi trasmittenti e ponendo così fine alla prima breve esperienza italiana di radio libera.
Il fatto curioso fu che nessuno venne arrestato, lo spiazzale antistante il palazzo in cui si tenevano le trasmissioni era pieno di giovani disposti a fare da barriera umana al fine di impedire in qualsiasi modo l’arresto di Dolci e compagni.
Questo fu un segno rivelatore del grande potenziale che possiede l’utilizzo sociale della comunicazione radiofonica.

(A. Gervasi -“dall’etere al satellite” -2010 -)

2 pensieri riguardo “SOS – SOS – SOS … aiutate questi poveri cristi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *